La Divina Commedia

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La Divina Commedia

Messaggio  Admin il Mar Nov 25, 2008 4:46 pm

Rispondi alle seguenti domande:
1) definisci la Commedia come genere letterario
2) descrivi la struttura e le sue parti
3) indica il tipo di verso usato e la rima
4) perchè è definito poema allegorico
5) quali sono le ragioni per cui Dante scrive il poema.

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Re: La Divina Commedia

Messaggio  CLAUDIETTA=) il Mar Nov 25, 2008 5:05 pm

1)La Commedia o Divina Commedia (originariamente Comedìa; l'aggettivo Divina, attribuito da Boccaccio, si ritrova solo a partire dalle edizioni a stampa cinquecentesche) è un poema di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di versi endecasillabi, in lingua volgare toscana. Composta secondo la critica tra il 1304 e il 1321

2,3)
La Divina Commedia è composta da tre cantiche suddivise complessivamente in cento canti: la prima cantica (Inferno) comprende 34 canti (33 hanno argomento l' Inferno, una, la prima, è proemio all'opera intera), le altre due 33 ciascuno. Il primo canto dell'Inferno viene considerato un prologo a tutta l'opera: in questo modo si ha un canto iniziale più 33 canti per ciascuna cantica.
Tutti i canti sono scritti in terzine incatenate di versi endecasillabi. La lunghezza di ogni canto va da un minimo di 115 versi ad un massimo di 160; l'intera opera conta complessivamente 14.233 versi. La Divina Commedia è dunque superiore in lunghezza sia all' Eneide virgiliana (9.896 esametri), sia all' Odissea omerica (12.100 esametri).
La Commedia è anche una drammatizzazione della teologia cristiana medievale, arricchita da una straordinaria creatività immaginativa.

4) La Divina Commedia viene anche definito un poema allegorico (pieno di allegorie e figure) perché ogni elemento rimanda ad un significato ulteriore spirituale

5) Dante la scrive per il suo avvicinamento alla fede cristiana.
Per lui è come compiere un viaggio verso la salvezza e rinnegare le sue opere precedenti; infatti dopo la morte di Beatrice Dante disperato dice di essersi avvicinato a una "fanciulla" che lo ha consolato. La fanciulla in questione è in realtà la filosofia. Ovviamente essendo lui cristiano l'essersi avvicinato alla filosofia è stato un grande errore e infatti quando incontra Beatrice nel Purgatorio lei lo rimprovera per questo. In sostanza Dante vuole rinnegare le cose in cui prima ha creduto e cerca in tutti i modi di redimersi. E' per questo che ha scritto la Commedia, per arrivare alla salvezza, per far vedere che ogni uomo può farlo se riesce a rinnegare tutte le cose terrene e a ottenere il perdono di Dio.

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Re: La Divina Commedia

Messaggio  SiSSy*_* il Mar Nov 25, 2008 5:08 pm

1) La Commedia o Divina Commedia (originariamente Comedìa; l'aggettivo Divina, attribuito da Boccaccio, si ritrova solo a partire dalle edizioni a stampa cinquecentesche) è un poema di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di versi endecasillabi, in lingua volgare toscana. Composta secondo la critica tra il 1304 e il 1321, la Commedia è una delle più importanti testimonianze letterarie della civiltà medievale e una delle più grandi opere della letteratura universale, conosciuta e studiata in tutto il mondo. L'opera ebbe immediatamente uno straordinario successo. Il testo, del quale non si possiede l'autografo, fu infatti copiato dai primissimi anni della diffusione dell'opera e fino all'avvento della stampa, in un ampio numero di manoscritti. Parallelamente si diffuse la pratica della chiosa e del commento al testo, dando vita ad una tradizione di letture e di studi danteschi mai interrotta fino alle edizioni moderne; si parla così di secolare commento. La vastità delle testimonianze manoscritte della Commedia ha comportato una oggettiva difficoltà nella definizione del testo critico. Oggi si dispone di un'edizione di riferimento realizzata da Giorgio Petrocchi [1]; più di recente un'edizione critica è stata curata da Federico Sanguineti (Dantis Alagherii Comedia, Firenze, Edizioni del Galluzzo, 2001).
Il poema è diviso in tre parti, chiamate cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso), ognuna delle quali composta da 33 canti (tranne l'Inferno, che contiene un ulteriore canto proemiale). Il poeta narra di un viaggio attraverso i tre regni ultraterreni che lo condurrà fino alla visione della Trinità.
La Commedia, pur proseguendo molti dei modi caratteristici della letteratura e dello stile medievali (ispirazione religiosa, fine morale, linguaggio e stile basati sulla percezione visiva e immediata delle cose), è profondamente innovativa, poiché, come è stato rilevato in particolare negli studi di Erich Auerbach, tende ad una rappresentazione ampia e drammatica della realtà.
2) La Divina Commedia è composta da tre cantiche suddivise complessivamente in cento canti: la prima cantica (Inferno) comprende 34 canti (33 hanno argomento l' Inferno, una, la prima, è proemio all'opera intera), le altre due 33 ciascuno. Il primo canto dell'Inferno viene considerato un prologo a tutta l'opera: in questo modo si ha un canto iniziale più 33 canti per ciascuna cantica.
Tutti i canti sono scritti in terzine incatenate di versi endecasillabi. La lunghezza di ogni canto va da un minimo di 115 versi ad un massimo di 160; l'intera opera conta complessivamente 14.233 versi. La Divina Commedia è dunque superiore in lunghezza sia all' Eneide virgiliana (9.896 esametri), sia all' Odissea omerica (12.100 esametri).
La Commedia è anche una drammatizzazione della teologia cristiana medievale, arricchita da una straordinaria creatività immaginativa.
La struttura dottrinale coincide con l'impianto teologico-filosofico proprio della poetica di Dante. La complessità degli schemi adottati dal poeta richiede che la materia venga trattata in apposite voci di approfondimento.
La struttura testuale della Commedia coincide esattamente con la rappresentazione cosmologica dell'immaginario medievale. Il viaggio all'Inferno e sul monte del Purgatorio rappresentano infatti l'attraversamento dell'intero pianeta, concepito come una sfera, dalle sue profondità alle regioni più elevate; mentre il Paradiso è una rappresentazione simbolico-visuale del cosmo tolemaico.

3) è formato da undici sillabe... quindi il verso è endecasillabo... La terza rima è una struttura metrica originale creata da Dante Alighieri che la usò nella Divina Commedia e portata alla fama in tale opera.
Una composizione in terza rima presenta una sequenza di rime che si può schematizzare nel modo seguente:
ABABCBCDCDED ...
Tutti i versi, tranne la prima e l'ultima coppia (A e Z), rimano a tre a tre. Il numero dei versi può variare, ma se diviso per tre dà sempre il resto di 1. I gruppi di tre versi che rimano fra loro sono intrecciati l'uno con l'altro in una sequenza continua, come gli anelli di una catena. La terza rima viene quindi anche detta rima incatenata.
È naturale raggruppare i versi in terzine (al termine rimane un verso isolato): si parla allora di terzina dantesca (come nella Divina Commedia, appunto). La terza rima però è stata usata anche con altri tipi di strofa e da altri poeti, fino almeno al XIX secolo. Nella forma canonica i versi sono endecasillabi.
La terza rima forma un'unità in sé, e contemporaneamente permette la continuità. La concatenazione delle unità è mantenuta grazie alla ripetizione della rima centrale della precedente terzina, che conferisce al testo poetico uno sviluppo pertinente e una coesione logica e ritmica. Inoltre questa concatenazione rendeva molto più ardua l'interpolazione di versi apocrifi da parte dei copisti.

4)é definito poema allegorico perchè contiene delle allegorie, vale a dire, in parole semplici, che le immagini o le situazioni che vi sono presentate non vanno interpretate alla lettera, ma contengono un significato simbolico.

5)I motivi sono tantissimi e diversi.
Innanzitutto ricordiamo che Dante era in esilio da un pezzo, e doveva pur trascorrere il tempo in qualche maniera. Egli accusa Firenze di averlo esiliato ingiustamente, forti accuse vanno anche al papa dell'epoca, all'amministrazione dell'Italia e dell'impero, ...
In secondo luogo, ricordiamoci che la Divina Commedia è un poema DIDASCALICO, ha cioè la funzione di INSEGNARE al popolo come ci si debba comportare, con grandi esempi coperti da grandi nomi: principi, conti, re, papi, ma anche persone del volgo con una storia affascinante che sappia catturare l'attenzione (es. Paolo e Francesca).
Il giubileo beh... Cadeva lo stesso anno in cui pare sia ambientata la Divina Commedia, ovvero il 1300, ma non credo c'entri poi molto.
Per quanto riguarda l'amore per Beatrice, esso trova la sua massima evoluzione nella Divina Commedia: mentre nelle poesie e nei poemi precedenti era un amore profano e terreno, è ora pura e semplice ammirazione della donna angelica, amore incondizionato e puro.

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Re: La Divina Commedia

Messaggio  Vale il Mar Nov 25, 2008 5:12 pm

Admin ha scritto:Rispondi alle seguenti domande:
1) definisci la Commedia come genere letterario
2) descrivi la struttura e le sue parti
3) indica il tipo di verso usato e la rima
4) perchè è definito poema allegorico
5) quali sono le ragioni per cui Dante scrive il poema.

1) La Divina Commedia appartiene come genere letterario al poema didascalico-allegorico; essa è stata composta intorno al 1304 e il 1321 e la lingua utilizzata da Dante nel poema è la lingua volgare fiorentina.

2) La Divina Commedia complessivamente contiene 100 canti di cui uno introduttivo ed è suddivisa in tre cantiche, l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso contenenti ciascuna 33 canti. Va detto, inoltre, che tutti e tre i regni dell’oltretomba sono ripartiti in nove zone più una, per un totale di dieci: l’inferno ha un vestibolo e nove cerchi; il purgatorio ha l’Antipurgatorio, sette gironi e il paradiso terrestre; il paradiso ha nove cieli e l’Empireo. Le anime dei dannati sono organizzate in tre gruppi principali (incontinenti, violenti, fraudolenti), così come le anime dei penitenti (coloro che diressero il loro amore verso il male, coloro che amarono poco il bene e coloro che amarono troppo i beni terreni) e le anime beate (spiriti mondani, attivi e contemplativi).
Non mancano altri esempi di simmetria: il canto VI di ogni cantica affronta sempre un tema politico, allargando però progressivamente la prospettiva (Firenze nell’inferno, l’Italia nel purgatorio, l’Impero nel paradiso); la selva nella quale si perde Dante all’inizio dell’inferno è speculare rispetto alla “foresta divina” del paradiso terrestre alla fine del purgatorio; ogni cantica si chiude con la parola “stelle”.

3) I versi che compongono i canti della Divina Commedia sono endecasillabi legati da rima incatenata.

4) La Divina Commedia viene definito un poema allegorico perchè Dante vuole rappresentare un percorso interiore che ogni uomo fa ad un certo punto della sua vita quando ha dei dubbi su qualcosa o quando compie un peccato perdendo la giusta via del vivere.

5) Dante scrive questo poema perchè vuole dimostrare ai fiorentini che oltre ad essere un letterato che tratta soltanto temi d'amore è capace di trattare anche altri argomenti quali la politica, la morale e la religione.
Embarassed Embarassed Embarassed


Ultima modifica di Vale il Mar Nov 25, 2008 5:17 pm, modificato 1 volta

Vale

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Re: La Divina Commedia

Messaggio  Pingu*-* il Mar Nov 25, 2008 5:13 pm

Rispondi alle seguenti domande:
1) definisci la Commedia come genere letterario
La Commedia, pur proseguendo molti dei modi caratteristici della letteratura e dello stile medievali (ispirazione religiosa, fine morale, linguaggio e stile basati sulla percezione visiva e immediata delle cose), è profondamente innovativa, poiché, come è stato rilevato in particolare negli studi di Erich Auerbach, tende ad una rappresentazione ampia e drammatica della realtà.

2) descrivi la struttura e le sue parti
La struttura testuale della Commedia coincide esattamente con la rappresentazione cosmologica dell'immaginario medievale. Il viaggio all'Inferno e sul monte del Purgatorio rappresentano infatti l'attraversamento dell'intero pianeta, concepito come una sfera, dalle sue profondità alle regioni più elevate; mentre il Paradiso è una rappresentazione simbolico-visuale del cosmo tolemaico.
L'Inferno era rappresentato all'epoca di Dante come una cavità di forma conica interna alla Terra, allora concepita come divisa in due emisferi, uno di terre e l'altro di acque. La caverna infernale era nata dal ritrarsi delle terre inorridite al contatto con il corpo maledetto di Lucifero e delle sue schiere, cadute dal cielo dopo la ribellione a Dio. La voragine infernale aveva il suo ingresso esattamente sotto Gerusalemme, collocata a 90° rispetto al semicerchio di 180° formato dalle terre emerse. La metà marina della Terra si estendeva invece su tutta la semisfera opposta al continente euroasiatico. Agli antipodi di Gerusalemme, e quindi al 90° della semisfera acquea, si ergeva l'isola montagnosa del Purgatorio, composta appunto dalle terre fuoriuscite dal cuore del mondo all'epoca della ribellione degli angeli. In cima al Purgatorio, che peraltro era una creazione recente dell'immaginario cristiano, legata alla necessità di giustificare la dottrina delle indulgenze, Dante colloca il Paradiso terrestre del racconto biblico, il luogo terrestre più vicino al cielo. Come si vede, Dante riprende dalla concezione tolemaica l'idea di una Terra sferica, ma le sovrappone un universo sostanzialmente pre-tolemaico, privo di simmetria sferica. Alla sfericità della Terra, infatti, non corrisponde una simmetria generale nella distribuzione delle terre emerse e della presenza umana; le direzioni passanti per il centro della Terra non sono equivalenti: quella che passa per Gerusalemme e per la montagna del Purgatorio ha un ruolo privilegiato, il che richiama le concezioni della Grecia arcaica, ad esempio di Anassimandro.
Il Paradiso è strutturato secondo la rappresentazione cosmologica nata all'epoca ellenistica con gli scritti di Tolomeo, e risistemata dai teologici cristiani secondo le esigenze della nuova religione. Nel suo rapimento celeste dietro l'anima di Beatrice, Dante attraversa dunque i nove cieli del cosmo astronomico-teologico, al di sopra dei quali si distende il Pleroma infinito (Empireo) in cui ha sede la Rosa dei Beati, posti a diretto contatto con la visione di Dio. Ai nove cieli corrispondono nell'Empireo i nove cori angelici che, col loro movimento circolare intorno all'immagine di Dio, provocano il relativo movimento rotatorio del cielo a cui ciascuno di essi è preposto - questo secondo la dottrina dell'Atto Puro o Primo Mobile desunta dalla Metafisica di Aristotele.
La struttura cosmologica della Commedia è strettamente connessa alla struttura dottrinale del poema, per cui la collocazione dei tre regni, e, al loro interno, l'ordine delle anime (ovvero delle pene e delle grazie), corrisponde a precisi intendimenti di ordine morale e teologico

3) indica il tipo di verso usato e la rima
Tutti i canti sono scritti in terzine incatenate di versi endecasillabi. La lunghezza di ogni canto va da un minimo di 115 versi ad un massimo di 160; l'intera opera conta complessivamente 14.233 versi. La Divina Commedia è dunque superiore in lunghezza sia all' Eneide virgiliana (9.896 esametri), sia all' Odissea omerica (12.100 esametri).

4) perchè è definito poema allegorico
La Divina Commedia viene definito un poema allegorico perchè Dante vuole rappresentare un percorso interiore che ogni uomo fa ad un certo punto della sua vita quando ha dei dubbi su qualcosa o quando compie un peccato perdendo la giusta via del vivere.

5) quali sono le ragioni per cui Dante scrive il poema.
Dante scrive questo poema perchè vuole dimostrare ai fiorentini che oltre ad essere un letterato che tratta soltanto temi d'amore è capace di trattare anche altri argomenti quali la politica, la morale e la religione.

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Re: La Divina Commedia

Messaggio  matte91 il Mar Nov 25, 2008 5:21 pm

La Divina Commedia Poema didascalico-allegorico di Dante Alighieri, scritto verosimilmente tra il 1305 e il 1321, composto in terzine di endecasillabi a rima incatenata e organizzato in 100 canti, suddivisi in tre cantiche – Inferno, Purgatorio e Paradiso – di 33 canti ciascuna, più un canto introduttivo. È considerato il massimo capolavoro della letteratura italiana e una delle più grandi opere della letteratura mondiale di tutti i tempi.

Le ragioni del titolo

Dante aveva intitolato la sua opera semplicemente Comedia, a indicarne l’appartenenza al genere che la retorica medievale definiva “comico”, e ne spiegò le ragioni nell’epistola XIII indirizzata a Cangrande della Scala (nella quale gli comunicava l’intenzione di dedicargli il Paradiso e alla quale accompagnava la presentazione dei primi versi della cantica): l’opera è una comedia perché la vicenda narrata evolve da un inizio pauroso (la “selva selvaggia e aspra e forte”) a una conclusione lieta (la visione di Dio che con il suo amore muove l’universo intero) e perché si è decisa l’adozione di uno stile umile e dimesso, e della lingua volgare, per raggiungere il pubblico più vasto. L’opera, infatti, secondo le intenzioni di Dante, aveva lo scopo di indicare all’umanità il percorso di liberazione dal peccato.

L’aggettivo “divina” associato alla Commedia fu utilizzato per la prima volta da Boccaccio nella sua biografia dantesca ed entrò definitivamente a far parte del titolo del poema a partire da un’edizione a stampa del 1555 a cura di Ludovico Dolce.


La Divina Commedia è composta da tre cantiche
suddivise complessivamente in cento canti: la prima cantica (Inferno) comprende 34 canti (33 hanno argomento l' Inferno, una, la prima, è proemio all'opera intera), le altre due 33 ciascuno. Il primo canto dell'Inferno viene considerato un prologo a tutta l'opera: in questo modo si ha un canto iniziale più 33 canti per ciascuna cantica.

Tutti i canti sono scritti in terzine incatenate di versi endecasillabi. La lunghezza di ogni canto va da un minimo di 115 versi ad un massimo di 160; l'intera opera conta complessivamente 14.233 versi. La Divina Commedia è dunque superiore in lunghezza sia all' Eneide virgiliana (9.896 esametri), sia all' Odissea omerica (12.100 esametri).

La Commedia è anche una drammatizzazione della teologia cristiana medievale, arricchita da una straordinaria creatività immaginativa.

i versi che compongono la Divina Commedia sono endecasillabi con rima incatenata.


Motivi che spinsero Dante a scrivere il Poema

I motivi sono tantissimi e diversi.
Innanzitutto ricordiamo che Dante era in esilio da un pezzo, e doveva pur trascorrere il tempo in qualche maniera Wink Egli accusa Firenze di averlo esiliato ingiustamente, forti accuse vanno anche al papa dell'epoca, all'amministrazione dell'Italia e dell'impero, ...
In secondo luogo, ricordiamoci che la Divina Commedia è un poema DIDASCALICO, ha cioè la funzione di INSEGNARE al popolo come ci si debba comportare, con grandi esempi coperti da grandi nomi: principi, conti, re, papi, ma anche persone del volgo con una storia affascinante che sappia catturare l'attenzione (es. Paolo e Francesca).
Il giubileo beh... Cadeva lo stesso anno in cui pare sia ambientata la Divina Commedia, ovvero il 1300, ma non credo c'entri poi molto.
Per quanto riguarda l'amore per Beatrice, esso trova la sua massima evoluzione nella Divina Commedia: mentre nelle poesie e nei poemi precedenti era un amore profano e terreno, è ora pura e semplice ammirazione della donna angelica, amore incondizionato e puro.


Ultima modifica di matte91 il Mar Nov 25, 2008 5:25 pm, modificato 1 volta

matte91

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Re: La Divina Commedia

Messaggio  pimpi92 il Mar Nov 25, 2008 5:24 pm

1)La Commedia o Divina Commedia (originariamente Comedìa; l'aggettivo Divina, attribuito da Boccaccio, si ritrova solo a partire dalle edizioni a stampa cinquecentesche) è un poema di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di versi endecasillabi, in lingua volgare toscana. Composta secondo la critica tra il 1304 e il 1321, la Commedia è una delle più importanti testimonianze letterarie della civiltà medievale e una delle più grandi opere della letteratura universale, conosciuta e studiata in tutto il mondo.

2;3)La Divina Commedia è composta da tre cantiche suddivise complessivamente in cento canti: la prima cantica (Inferno) comprende 34 canti (33 hanno argomento l' Inferno, una, la prima, è proemio all'opera intera), le altre due 33 ciascuno. Il primo canto dell'Inferno viene considerato un prologo a tutta l'opera: in questo modo si ha un canto iniziale più 33 canti per ciascuna cantica.
Tutti i canti sono scritti in terzine incatenate di versi endecasillabi. La lunghezza di ogni canto va da un minimo di 115 versi ad un massimo di 160; l'intera opera conta complessivamente 14.233 versi. La Divina Commedia è dunque superiore in lunghezza sia all' Eneide virgiliana (9.896 esametri), sia all' Odissea omerica (12.100 esametri).
La Commedia è anche una drammatizzazione della teologia cristiana medievale, arricchita da una straordinaria creatività immaginativa.
La struttura testuale della Commedia coincide esattamente con la rappresentazione cosmologica dell'immaginario medievale. Il viaggio all'Inferno e sul monte del Purgatorio rappresentano infatti l'attraversamento dell'intero pianeta, concepito come una sfera, dalle sue profondità alle regioni più elevate; mentre il Paradiso è una rappresentazione simbolico-visuale del cosmo tolemaico.

4) è definito poema allegorico perche contiene delle allegorie cioè immagini o situazioni che sono presentate e non vanno interpretate alla lettera e contengono un significato allegorico.

5) I motivi sono tantissimi e diversi.
Innanzitutto ricordiamo che Dante era in esilio da un pezzo, e doveva pur trascorrere il tempo in qualche maniera. Egli accusa Firenze di averlo esiliato ingiustamente, forti accuse vanno anche al papa dell'epoca, all'amministrazione dell'Italia e dell'impero, ...
In secondo luogo, ricordiamoci che la Divina Commedia è un poema DIDASCALICO, ha cioè la funzione di INSEGNARE al popolo come ci si debba comportare, con grandi esempi coperti da grandi nomi: principi, conti, re, papi, ma anche persone del volgo con una storia affascinante che sappia catturare l'attenzione (es. Paolo e Francesca).
Il giubileo beh... Cadeva lo stesso anno in cui pare sia ambientata la Divina Commedia, ovvero il 1300, ma non credo c'entri poi molto.
Per quanto riguarda l'amore per Beatrice, esso trova la sua massima evoluzione nella Divina Commedia: mentre nelle poesie e nei poemi precedenti era un amore profano e terreno, è ora pura e semplice ammirazione della donna angelica, amore incondizionato e puro.

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Re: La Divina Commedia

Messaggio  winnina1990 il Mar Dic 02, 2008 3:55 pm

1)
La Commedia o Divina Commedia è un poema di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di versi endecasillabi, in lingua volgare toscana. Composta secondo la critica tra il 1304 e il 1321, la Commedia è una delle più importanti testimonianze letterarie della civiltà medievale e una delle più grandi opere della letteratura universale, conosciuta e studiata in tutto il mondo. L'opera ebbe immediatamente uno straordinario successo. Il testo, del quale non si possiede l'autografo, fu infatti copiato dai primissimi anni della diffusione dell'opera e fino all'avvento della stampa, in un ampio numero di manoscritti. Parallelamente si diffuse la pratica della chiosa e del commento al testo, dando vita ad una tradizione di letture e di studi danteschi mai interrotta fino alle edizioni moderne; si parla così di secolare commento. La vastità delle testimonianze manoscritte della Commedia ha comportato una oggettiva difficoltà nella definizione del testo critico. Oggi si dispone di un'edizione di riferimento realizzata da Giorgio Petrocchi; più di recente un'edizione critica è stata curata da Federico Sanguineti.
2)
Il poema è diviso in tre parti, chiamate cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso), ognuna delle quali composta da 33 cantiIl poeta narra di un viaggio attraverso i tre regni ultraterreni che lo condurrà fino alla visione della Trinità.
La Commedia, pur proseguendo molti dei modi caratteristici della letteratura e dello stile medievali profondamente innovativa, poiché, come è stato rilevato in particolare negli studi di Erich Auerbach, tende ad una rappresentazione ampia e drammatica della realtà. La struttura dottrinale coincide con l'impianto teologico-filosofico proprio della poetica di Dante. La complessità degli schemi adottati dal poeta richiede che la materia venga trattata in apposite voci di approfondimento.
La struttura testuale della Commedia coincide esattamente con la rappresentazione cosmologica dell'immaginario medievale. Il viaggio all'Inferno e sul monte del Purgatorio rappresentano infatti l'attraversamento dell'intero pianeta, concepito come una sfera, dalle sue profondità alle regioni più elevate; mentre il Paradiso è una rappresentazione simbolico-visuale del cosmo tolemaico
3)
Secondo la metrica italiana, l'endecasillabo è il verso nel quale l'accento principale si trova sulla decima sillaba metrica.

Tra i versi della poesia italiana, è quello in cui le sedi degli accenti sono più varie. Tuttavia di norma gli endecasillabi presentano un accento fisso o sulla quarta o sulla sesta sede (qui evidenziate in arancione e in giallo). Per questa sua duttilità l'endecasillabo è stato a lungo il verso prediletto dei poeti italiani, nonché il più utilizzato. È il metro principale della nostra poesia e si trova in tutte le formazioni più importanti, come la ballata, la canzone, il sonetto, l'ottava
4)
La Divina Commedia viene definito un poema allegorico perchè Dante vuole rappresentare un percorso interiore che ogni uomo fa ad un certo punto della sua vita quando ha dei dubbi su qualcosa o quando compie un peccato perdendo la giusta via del vivere.
5)
La Comedìa titolo originale dell'opera è il capolavoro del poeta fiorentino ed è considerata la più importante testimonianza letteraria della civiltà medievale nonché una delle più grandi opere della letteratura universale. Viene definita "comedia" in quanto scritto in stile "comico" ovvero non aulico. Un'altra interpretazione si fonda sul fatto che il poema inizia da situazioni piene di dolore e paura e finisce con la pace e la sublimità della visione di Dio. Dante iniziò a lavorare all'opera intorno al 1300 (anno giubilare, tanto che egli data al 7 aprile di quell'anno il suo viaggio nella selva oscura) e la continuò nel resto della vita, pubblicando le cantiche man mano che le completava. Si hanno notizie di copie manoscritte dell'Inferno intorno al 1313, mentre il Purgatorio fu pubblicato nei due anni successivi. Il Paradiso, iniziato forse nel 1316, fu pubblicato man mano che si completavano i canti negli ultimi anni di vita del poeta.

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Re: La Divina Commedia

Messaggio  TO:) il Mar Dic 02, 2008 4:23 pm

1) La Commedia o Divina Commedia (originariamente Comedìa; l'aggettivo Divina, attribuito da Boccaccio, si ritrova solo a partire dalle edizioni a stampa cinquecentesche) è un poema di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di versi endecasillabi, in lingua volgare toscana.

2) La Divina Commedia è composta da tre cantiche suddivise complessivamente in cento canti: la prima cantica (Inferno) comprende 34 canti (33 hanno argomento l' Inferno, una, la prima, è proemio all'opera intera), le altre due 33 ciascuno. Il primo canto dell'Inferno viene considerato un prologo a tutta l'opera: in questo modo si ha un canto iniziale più 33 canti per ciascuna cantica.

3) Tutti i canti sono scritti in terzine incatenate di versi endecasillabi. La lunghezza di ogni canto va da un minimo di 115 versi ad un massimo di 160; l'intera opera conta complessivamente 14.233 versi. La Divina Commedia è dunque superiore in lunghezza sia all' Eneide virgiliana (9.896 esametri), sia all' Odissea omerica (12.100 esametri).

4) L'allegoria è un elemento fondante della Commedia, dalla scelta delle tre fiere all'ingresso dell'Inferno alla complessa simbologia legata al numero tre che tante volte ritorna nel corso dei cento canti. Questa figura retorica, per Dante indispensabile, permette proprio di mantenere il significato del discorso su due livelli, uno di immediata comprensione e l'altro sotteso al primo. Due chiavi di lettura sono perciò necessarie per potersi avvicinare compiutamente alla grande opera dantesca, affinché possano essere colte nella loro interezza le numerose sfumature che si nascondono tra le pieghe delle migliaia di terzine elaborate dal sommo poeta.

5) Dante scrive la Divina Commedia per il suo avvicinamento alla fede cristiana.

TO:)

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