modalità di produzione dei testi scritti

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modalità di produzione dei testi scritti

Messaggio  Admin il Gio Nov 06, 2008 7:13 pm

abbiamo trattato delle modalità di produzione di testi scritti, tra cui i testi espositivi e argomentativi, quelli descrittivi, quelli espressivi e valutativi. Inoltre abbiamo parlato del saggio breve e dell'articolo di giornale.
Sapete che le poesie sono testi espressivi?
Inviatemi una poesia che vi piace.
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Re: modalità di produzione dei testi scritti

Messaggio  Pingu*-* il Gio Nov 06, 2008 7:19 pm

Erano i capei d'oro a l'aura sparsi Like a Star @ heaven


Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi ch'or ne son sì scarsi;

e 'l viso di pietosi color farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i' che l'esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di subito arsi?

Non era l'andar suo cosa mortale
ma d'angelica forma, e le parole
sonavan altro che pur voce umana;

uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch'i' vidi, e se non fosse or tale,
piaga per allentar d'arco non sana.
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Carpe Diem

Messaggio  matte91 il Gio Nov 06, 2008 7:19 pm

Carpe Diem Wink

1 Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi

2 finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios

3 temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,

4 seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,

5 quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare

6 Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi

7 spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida

8 aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.



1. Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te

2. quale sorte abbian dato gli dèi, e non chiederlo agli astri,

3. o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:

4. se molti inverni Giove ancor ti conceda

5. o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde

6. del mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino

7. – breve è la vita – rinuncia a speranze lontane. Parliamo

8. e fugge il tempo geloso: carpe diem, non pensare a domani.



Secondo me, più che una poesia rappresenta uno stile di vita...vivere ogni momento della vita come se fosse l'ultimo...cogliendone ogni attimo ogni sfaccettatura!


Ultima modifica di matte91 il Gio Nov 06, 2008 8:05 pm, modificato 1 volta
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Cecco Angiolieri

Messaggio  winnina1990 il Gio Nov 06, 2008 7:21 pm

S’i’ fosse fuoco, arderei ‘l mondo;

s’i’ fosse vento, lo tempestarei,

s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;

s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo;

s’i’ fosse papa, allor serei giocondo,

che tutti cristiani imbrigarei;

s’i’ fosse ‘mperator, ben lo farei;

a tutti taglierei lo capo a tondo.

S’i’ fosse morte, andarei a mi’ padre;

s’i’ fosse vita, non starei con lui;

similmente faria da mi’ madre.

S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui,

torrei le donne giovani e leggiadre:

le zoppe e vecchie lasserei altrui.
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Re: modalità di produzione dei testi scritti

Messaggio  Vale il Gio Nov 06, 2008 7:24 pm

Una poesia che mi piace molto è "Tanto gentile e tanto onesta pare" di Dante Alighieri di cui riporto il testo qui sotto:
« Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven, tremando, muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.


Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.


Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova;


e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: "Sospira". »

Questa poesia, che abbiamo fatto lo scorso anno, mi è piaciuta in modo particolare perchè Dante in questo sonetto elogia la figura della donna (in questo caso si riferisce a Beatrice, la donna amata da Dante) risaltandone le qualità spirituali e paragonandola a un qualcosa di puro e di divino...
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Re: modalità di produzione dei testi scritti

Messaggio  TO:) il Gio Nov 06, 2008 7:25 pm

L'Infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi


Una delle poesie che abbiamo analizzato l'anno scorso con la professoressa di lettere ed è una delle opere più famose di Giacomo Leopardi.
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Re: modalità di produzione dei testi scritti

Messaggio  SiSSy*_* il Gio Nov 06, 2008 7:26 pm

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?

Sonavan le quiete
stanze, e le vie d'intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all'opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.

Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch’io sentiva in seno.

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?

Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;
non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d’amore.

Anche perìa fra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovinezza. Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell’età mia nova,
mia lacrimata speme!
Questo è il mondo? questi
i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi,
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte delle umane genti?
All’apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.


Questa +è la poesia ke mi piace di più.... è molto bella e poi soprattutto è dedicata al mio nome!!1 Very Happy Smile Laughing
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il 5 maggio

Messaggio  arby91 il Gio Nov 13, 2008 5:38 pm

Ei fu. Siccome immobile,

dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
5 così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima

ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
10
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio

vide il mio genio e tacque;
15
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio

20
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
25
Dall'Alpi alle Piramidi,

dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
30
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri

l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
35
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida

gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
40
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria

maggior dopo il periglio,
45
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,

50
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
55
E sparve, e i dì nell'ozio

chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
60
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago

l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
65
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo

delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
70
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito

morir d'un giorno inerte,
75
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili

80
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
85
Ahi! forse a tanto strazio

cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
90
pietosa il trasportò;
e l'avv�ò, pei floridi

sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
95
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica

Fede ai tr�onfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
100
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri

sperdi ogni ria parola:
105
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
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articoli di giornale

Messaggio  arby91 il Gio Nov 13, 2008 5:55 pm

esistono diversi tipi di articoli di giornale:
la cronaca:classificata in cronaca nera, cronaca rosa (gossip), e così via.
la cronaca nera:Nel giornalismo, la cronaca nera è il resoconto di avvenimenti correlati a decessi o fatti di sangue.
la cronaca rosa:Col termine gossip altrimenti detto cronaca rosa, si intende il pettegolezzo che i mass media esercitano nei confronti dei VIP e dei personaggi dello spettacolo, al fine di realizzare scoop giornalistici che possano avere ampia risonanza su riviste, trasmissioni televisive e siti web specializzati.
reportage:Il reportage è un servizio giornalistico tematico realizzato da un inviato, detto reporter.
Cool
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